In prima fila contro i tagli ci sono i ricercatori i più penalizzati dal nuovo sistema accademico disegnato dalla riforma del governo. Al loro fianco docenti, precari, personale tecnico-amministrativo e studenti. La comunità universitaria si mobilita per protestare e riaprire la discussione sulla prospettiva dell’Università Pubblica.
Il taglio del fondo di finanziamento ministeriale rischia di portare il sistema universitario verso un processo di involuzione. La mancanza di risorse penalizza l’offerta formativa, la ricerca, i servizi agli studenti.
Questa mattina sono stati consegnati al Rettore Raimondo Pasquino i nominativi dei ricercatori delle Facoltà di Scienze, Lettere e Filosofia, Ingegneria ed Economia che hanno deciso di non dare la propria disponibilità a tenere i corsi per il prossimo anno accademico con l’intento di dimostrare come l’attività didattica dei ricercatori, oggi non riconosciuta né giuridicamente né economicamente, sia determinante per garantire il funzionamento e la qualità dell’offerta formativa.


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