Quella che è appena cominciata è una settimana impegnativa per il mondo della ricerca universitaria, in agitazione lungo tutto lo Stivale, perché seriamente preoccupato dai contenuti del Disegno di Legge di Riforma dell’Università proposto dal Ministro Gelmini, attualmente oggetto di discussione in Commissione al Senato.
L’aziendalizzazione degli atenei, la messa ad esaurimento dei ricercatori, le riduzioni retributive, l’aumento del precariato della ricerca, già oggi al limite della tollerabilità, sono gli aspetti di maggior criticità della Riforma Gelmini che i ricercatori vogliono rimarcare coinvolgendo nella protesta tutte le componenti del mondo accademico. In questa prospettiva il Coordinamento dei Ricercatori dell’Università di Salerno ha organizzato per domani martedì 18 maggio, a partire dalle 9,30, un presidio presso il Rettorato.
In questa occasione verranno consegnate al Rettore Raimondo Pasquino le firme dei ricercatori delle Facoltà di Scienze, Lettere e Filosofia, Ingegneria ed Economia che hanno deciso di non dare per il prossimo anno accademico la propria disponibilità a tenere corsi, con l’intento di dimostrare come l’attività didattica dei ricercatori, oggi non riconosciuta né giuridicamente né economicamente, sia determinante per garantire il funzionamento e la qualità dell’offerta formativa.
La settimana di agitazione nazionale proclamata dalle organizzazioni sindacali e di categoria dei ricercatori culminerà dopodomani, mercoledì 19 maggio, nel Presidio nazionale che si terrà a Roma davanti al Senato.


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