Tra Cirielli e la guida del Pdl in Campano ci sono solo Alfano e Berlusconi

Il dopo Cosentino è cominciato da tempo ma nelle ultime ore si è registrata una improvvisa accelerata. Da una parte chi chiede la convocazione del Congresso regionale (non in agenda), dall’altra chi spinge per dare una guida certa e forte al partito che è riuscito, negli anni, a creare una classe dirigente all’altezza della situazione conquistando Comuni, Province e Regione, in passato, feudi della Sinistra in Campania.

Edmondo Cirielli, Presidente della Provincia di Salerno non ha mai nascosto le sue idee sull’argomento e la possibilità di prendere il timone del partito a livello regionale. “La successione alla guida del Pdl campano apre una fase politica nuova, che deve essere gestita con grande equilibrio e senso di responsabilità, ricercando la massima unità”. Aveva detto Edmondo Cirielli qualche giorno fa aggiungendo anche che “vanno tenuti in considerazione i territori, con l’auspicio che il Pdl salernitano, rappresentativo della provincia più estesa della Campania ed il primo per abitanti dopo quello di Napoli, abbia il giusto peso in ragione della sua forza politica, della sua dimensione e del suo radicamento nel territorio”.

Per Cirielli “non ci dovrà essere un commissario o un reggente che non sia un campano ed il futuro coordinatore regionale dovrà avere, necessariamente, il sostegno di una classe dirigente forte, dei parlamentari e dei consiglieri regionali, su indicazione di Cosentino e di Caldoro, nonché dei tre presidenti di Provincia, che sono anche parlamentari”.

In agenda ci sono i congressi provinciali e quelli cittadini, non i regionali “ma nulla vieta che la Campania possa fare da apripista” ha fatto sapere Mario Landolfi.

Dunque le indicazioni del post-Cosentino sono molteplici portano verso direzioni diverse, a volte contrastanti. Il partito dei cosentiniani ha chiesto, già prima del voto sull’ex sottosegretario, a Berlusconi, che nell’ipotesi commissariamento venisse indicato il nome di un campano. In questo caso tutti i maggiorenti del Pdl sono candidati. A partire dai casertani Carlo Sarro e Pasquale Giuliano (molto gradito a Cosentino), per passare ai napoletani Paolo Russo e Marcello Taglialatela.

Gli oppositori di Cosentino, invece, invocano il rinnovamento che deve passare necessariamente per una incursione in terra campana di un dirigente nazionale. E anche in questo caso la rosa dei nomi è sempre la stessa. Nelle ultime ore il borsino dei candidati pare vedere in discesa Maurizio Lupi a vantaggio di Raffaele Fitto e Francesco Nitto Palma. Per il dopo Cosentino si fanno anche i nomi dell’ex ministra Mara Carfagna (Salerno), del deputato Gioacchino Alfano (Sant’Antonio Abate) e del senatore Gaetano Quagliariello (Napoli).

Appare probabile, dunque che la scelta definitiva verrà operata solo dopo il congresso regionale la cui data resta un mistero. C’è chi vorrebbe fissarla in tempi stretti e chi, invece, pensa alla tornata elettorale della prossima primavera ed alle possibili rotture che potrebbero generarsi all’interno del partito.

In questa fase di transizione verrà individuato un commissario nominato per gestire l’interim fino alla congresso regionale. Rotondi?

“Non sarò commissario del PdL in Campania per il semplice fatto che la Campania non sarà commissariata. Se Cosentino confermerà le dimissioni, il PdL ha una classe dirigente tra cui sarà facile scegliere un nome, perché parliamo di una squadra coesa e motivata. Pur da eletto lombardo, non farò mancare al nuovo coordinatore il sostegno che in questi anni ho sempre dato alle battaglie del centrodestra nella regione dove sono nato e cresciuto”. Così Gianfranco Rotondi, membro dell’Ufficio di Presidenza del PdL.

Eppure il nome di Cirielli, per il dopo Cosentino, in queste ore, è in netta ascesa. Situazione che starebbe creando non pochi imbarazzi ai vertici del partito. Ecco perché potrebbe essere Alfano in qualità di commissario o lo stesso Berlusconi ad occuparsi delle vicende campane fino al commissariamento. Un’ipotesi che, qualora risultasse aderente alla realtà, dimostrerebbe la volontà di mettere tutti a tacere.

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