Salerno; caso discoteca “Bogart”, la replica di Maurizio Maffei

Poco dopo la lettera che il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha inviato al Questore sulla vicenda Bogart, registriamo la replica del titolare, l’imprenditore Maurizio Maffei (nella foto). Ecco il testo della lettera:

”Carissimi cittadini viviamo in una città o meglio in un contesto sociale dove il delinquente è tutelato ed un professionista è limitato. Chi vuol fare del bene, chi agisce nei termini di legge è costretto a subire. Sono stanco di questa campagna politica e di stampa che ultimamente è in atto nei confronti della mia persona e del locale da me gestito, il famoso Bogart, di cui ultimamente molti additano come causa di problemi e disagi.

Il Bogart ha un gestore con nome e cognome che vive quotidianamente il locale e la sua attività, cercando di sopravvivere in un grande momento di crisi economica che rischia di penalizzare fortemente anche le politiche culturali e sociali. Mi chiedo: quante attività hanno alle spalle una identità certa, e per certa intendo un gestore con nome e cognome, anziché società di comodo per cui è complicato se non impossibile risalire al nome di chi le gestisce?

Gli episodi vandalici, che qualcuno sostiene si verificano durante i weekend all’esterno del Bogart, non possono essere addebitati alla mia gestione. Per prima cosa la strada dinanzi all’ingresso del locale è pubblica e non di mia proprietà. Aggiungo: magari lo fosse. E poi carissimi cittadini vi invito a riflettere: premesso che il gestore di una attività di intrattenimento notturno ha il dovere di assicurare sicurezza e sano divertimento ai suoi clienti, e questo nel mio caso avviene attraverso un team di bodyguard professionisti e una serie di collaboratori altamente qualificati che si dedicano alle pubbliche relazioni, ecco premesso tutto questo, cosa bisognerebbe allora fare se durante un concerto si verifica una rissa?

O ancora se all’interno o all’esterno di uno stadio di calcio si verificano episodi di violenza? O davanti ad una stazione ci siano barboni zingari o tossicodipendenti? Naturalmente, bisogna operare nel rispetto della legge affinché, ripeto, l’incolumità pubblica venga assicurata, ma non si possono associare i teppisti a chi organizza un concerto, una partita di calcio o gestisce una discoteca . Il rischio, facendolo, è di allontanarsi dalla verità attraverso un esercizio che può apparire strumentale.

Mi si vuole addebitare addirittura la sosta dei veicoli selvaggia, vi ricordo che la mia attività è aperta 2 giorni a settimana e che nei giorni restanti della settimana la situazione parcheggi non è che migliori… comunque il controllo della sosta è di competenza comunale che si ricorda della zona di Via Vernieri solo in queste occasioni…chi di voi ha mai visto un vigile in Via Vernieri???

Vi ricordo che parliamo di una zona con la presenza di una densità di popolazione molto alta, con la presenza di un cinema, dell’Asl e di molte attività commerciali. Perché ogni episodio viene sempre collegato alla mia attività, allora la sosta selvaggia in via Roma e i continui episodi di violenza che si verificano in quella zona vanno addebitati alla presenza della casa comunale lì vicina … Vogliamo chiudere anche il comune..?!

Nei pressi del Bogart ci sono altre attività commerciali aperte anche dopo le 20. Per quale ragione ogni episodio di teppismo viene associato alla discoteca di cui sono io il gestore? Seguendo questo ragionamento, andrebbero messe in discussione anche queste ultime. Si tratta di una logica conseguenza per la sicurezza dei residenti, in assenza della quale, ripeto, si corre il rischio di prestare il fianco alle strumentalizzazioni.

Un rischio che sono certo che chi è, espressione della classe politica locale, non vuole assolutamente correre. Il Bogart è ubicato in via Rafastia, traversa di via Vernieri. E’ una strada al centro della città, molto frequentata, ma non e’ la strada privata del Bogart. Qualcuno ha mai provato, a parcheggiare la sua auto in queste due arterie quando il Bogart è chiuso e di mattina? Voi residenti in questa parte della città, dovreste avere a cuore il quartiere non solo nel fine settimana ma anche di giorno.

Il mio locale dà lavoro a tante persone. Chi potrebbe garantire a me e ai miei dipendenti un altro lavoro? Il Bogart ha scelto la strada dell’eccellenza e della qualità nei servizi e nella clientela. Questo avviene attraverso una offerta di intrattenimento notturno valida, curata nei particolari e che mette al centro la persona e le relazioni umane. Personalmente, ho sempre precorso i tempi senza ausilio di alcunché, ma con le mie sole forze, fisiche ed economiche.

Il mio locale nasce come un tempio della musica, ma naturalmente è aperto alla contaminazione artistica e culturale. Qualsiasi iniziativa artistica e culturale, che io ovviamente ritenessi valida, sarebbe inserita con grande piacere nella programmazione della struttura. E questo sempre e soltanto a fin di bene. Le porte del mio locale sono aperte ad ogni attività sociale, culturale, aggregativa del quartiere e dell’intera città.

Si parla di invertire la tendenza notturna dal punto di vista culturale, di dare dei segnali forti ai giovani… ebbene io dico di fare qualcosa e non solo scrivere proclami di perbenismo e tutti teorici. Diamoci tutti da fare concretamente. Preciso. Non è in ogni caso il Bogart a dover insegnare la cultura e non è il Bogart a dover educare i giovani. La cultura e l’educazione sono valori di estrema importanza sociale che vanno trasmessi ai ragazzi dalla famiglia e dalla scuola.

La discoteca, come ogni altra attività collegata ai giovani, ha il dovere di rispettare questi valori. Un dovere che noi osserviamo rigorosamente. Su questo, non consento a nessuno di allarmare la cittadinanza lanciando accuse del tutto infondate. Il Bogart non è causa di disagi. Spesso abbiamo messo addirittura a disposizione delle forze dell’ordine il nostro sistema di videosorveglianza per fare luce su eventi accaduti all’esterno del locale quando quest’ultimo era chiuso.

Chiedo scusa a tutti i cittadini e a tutti i residenti, se per 50 sere all’anno (purtroppo la mia è una attivita’ stagionale) il Bogart ha potuto creare qualche disagio. Noi facciamo il nostro dovere, garantiamo sano divertimento e sicurezza ai nostri clienti. E,credetemi cari cittadini, i sacrifici sono tanti!

Invito le autorità politiche a venirmi a trovare al Bogart: sono a disposizione per ogni chiarimento. Ma qualora non dovesse accadere, non mi preoccuperei: lo comprenderei. I voti sono importanti per la classe politica ma per alcuni politici la necessità di un attacco pubblico è più importante dell’accertamento della verità”.
Maurizio Maffei

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