E’ morto questa mattina intorno alle 9.30 per complicazioni polmonari insorte su un fisico già minato da tempo, Vincenzo Giordano, sindaco di Salerno dal 1987 al 1993. Primo cittadino nella città più socialista d’Italia Giordano tenne a battesimo, era l’8 marzo 1987, la prima giunta comunale senza Dc con maggioranza Psi-Pci-Pri-Psdi-Verdi. Restò in sella, in tempi di pentapartito e maggioranze variabili per sei anni. Un record, ora come allora. Craxiano mai pentito, il professore Giordano si dimise il 23 marzo del 1993 perché in polemica con la Procura di Salerno che aveva aperto un’indagine sugli appalti comunali.La giustizia sommaria e veloce, quella fatta degli arresti e degli avvisi di garanzia che valevano più di una sentenza di condanna, nei primi anni 90 decapitò una intera generazione di politici che avevano fatto di Salerno, e della sua provincia, una delle zone meglio considerate di tutta Italia, grazie all’utilizzo di finanziamenti nazionali, grazie alla esecuzione di progetti di alto respiro. Peraltro lo stesso Giordano fu accusato di aver percepito tangenti e di aver favorito, nelle gare di appalto, numerose aziende.
Arrestato, rimase per settimane in cella, in assoluto isolamento, ed infine prosciolto da ogni addebito, quando però le infondate accuse lo avevano già escluso dalla vita politica attiva.
Lui ne era stato consapevole sin dalla sera del 31 maggio del 1993 quando gli uomini della polizia giudiziaria andarono a prelevarlo nel cortile di casa (stava giocando a tressette, la sua grande passione) per rinchiuderlo nel carcere di Fuorni.
La notizia della sua morte è rimbalzata subito e tutta la città è stata pervasa da uno strano sentimento di dolore frammisto a rabbia… una rabbia che lui, forse non avrebbe condiviso, visto che aveva scelto di chiudersi in un riserbo assoluto relativamente agli avvenimenti di quel periodo. Domani alle 16 Fulvio Bonavitacola e Gaetano Amatruda ne ricorderanno la figura. Non ci saranno funerali così come richiesto dallo stesso Vincenzo Giordano alla famiglia prima di morire.


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