“Una sentenza meritata. Quindici anni di commissariamento della regione non sono serviti a null’altro che a sprecare circa 3 miliardi di euro per avere, ad oggi, impianti di trattamento inadeguati, centinaia di siti da bonificare in tutta la regione, emergenze sanitarie da affrontare e multe salate da pagare”, è il commento di Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente sulla sentenza della Corte europea che ha condannato l’Italia per non aver messo in campo soluzioni integrate e funzionali per la gestione dei rifiuti in Campania e aver, in questo modo, messo a rischio la salute dei cittadini.
“Eppure – ha continuato Ciafani – proprio in Campania ci sono 150 comuni che hanno saputo affrontare la questione rifiuti in modo efficace e utile.
150 comuni che hanno attivato la raccolta differenziata e raggiunto gli obiettivi previsti dalla legge. Salerno, in particolare, si è distinta per efficacia e concretezza nell’aver attivato, unico capoluogo della regione, la raccolta porta a porta in tutta la città”.
“Il problema dei rifiuti in Campania, che sta costando il blocco di 500 milioni di euro destinati alla regione dall’Ue, non era quindi irrisolvibile – ha sottolineato il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo -.
Al contrario, la replica delle buone pratiche portate avanti in solitudine da questi Comuni virtuosi avrebbero potuto rappresentare la soluzione più concreta e positiva, mentre proprio questi, sono stati penalizzati dall’assenza degli impianti di compostaggio in loco”.



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