“Alle regionali? Di certo non farò lo spettatore né il turista svedese. Sarò un protagonista”. Vincenzo De Luca, ieri a Napoli per un convegno sui fondi europei, rilancia la sua possibile candidatura a governatore della Campania confermando che una sua eventuale discesa in campo sarà con uno schieramento civico. Lo conferma la battuta al veleno sulle primarie: “Le Primarie? Le fanno gli analfabeti”.
Dietro c’ è una strategia: prendere il simbolo del «Progressisti», e farne 5 liste civiche, una per provincia, aggirando così le primarie di dicembre facendo trovare così il Pd davanti al fatto compiuto.
La visione è apocalittica: “Stiamo per mollare, tutti. Stiamo abbandonando la dimensione civile di questa regione. Siamo sull’orlo del baratro: “Quale centrosinistra e centrodestra? Tutte palle! La vicenda politica è un mercato. Una volta accusavamo il partito dei notabili, sono rimasti solo i notabili. Una palude di interessi. La soluzione è limpida: chi non è in grado di amministrare bene, vada al diavolo. Sia gettato in mare. Amico di partito o non amico. Nella buona amministrazione non esistono schieramenti o amici. Esistono due tipologie: i capaci e i somari”.
De Luca infiamma la platea quando snocciola il suo programma (Ambiente, fondi europei e sanita): “Serve una rivolta civile, ci vuole coraggio non ci si può arrendere. Mezza regione è stata conquistata dai delinquenti – scandisce De Luca a proposito della prima emergenza da affrontare, la salvaguardia della legalità”
Poi l’affondo alla politica: “Siamo di fronte ad un centrosinistra squinternato che deve ammettere le proprie responsabilità dopo sedici anni di governo. Dall’altra parte, invece, esiste un centro destra in cui c’è gente che è in guerra con la grammatica e la sintassi”.
Per De Luca bisogna “burocratizzare le spese e rendere oggettivo il criterio di premialità per le amministrazioni locali” in modo da “mandare al diavolo gli incapaci, anche se sono amministratori amici o compagni di partito”.
De Luca infiamma la platea sul reddito di cittadinanza: “Bruciare 150 milioni di euro l’anno con il Reddito di Cittadinanza è assurdo. Bisogna creare una rete di asili ndo all’altezza della Toscana e dell’Emilia anche perché nessuno deve prendere un euro senza lavorare”.
L’ultimo affondo è ai disoccupati che paralizzano Napoli: “Propongo una indagine patrimoniale per scoprire i parassiti”


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