Politica: nel Pd Primarie e veleni

Il vincitore ancora non c’è, lo sconfitto sì: è il Partito democratico della Campania che nelle ultime ore, danzando a passo di giava, ha iniziato l’ultimo atto per la selezione d’un candidato alle Regionali di marzo: le primarie di coalizione. Le primarie di Pirro, dicono a denti stretti a Palazzo Santa Lucia: dovevano essere il ruggito dell’indomito Antonio Bassolino, ma ogni giorno che passa assomigliano sempre più al lamento di un gattino bagnato.

Mercoledì, dopo i rumors, la conferma: Riccardo Marone, già vicesindaco (e per pochi mesi sindaco facente funzione) di Napoli, attuale assessore alle Attività produttive in Regione ha rotto gli indugi e si è candidato. Sfiderà con tutta probabilità Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, antibassoliniano di lunga data che come una fiera incattivita attende solo l’apertura della gabbia per sbranare chiunque.

Marone, invece, è serafico: «Credo fermamente nella necessità di una candidatura unitaria, per dare forza e spinta alla coalizione. Ma di fronte all’indisponibilità e al ritiro di tutte le candidature in campo ed in particolare di quelle che non incontrano alcun favore nella coalizione, ho deciso di presentarmi alle primarie». Un ragionamento che significa due cose: la prima è che si cerca ancora un “uomo della provvidenza” capace di metter d’accordo tutti. La seconda è che, in caso di guerra, il truppone bassoliniano è (più o meno) pronto a giocarsela.

Gli eventi si sono succeduti veloci e drammatici: nel giro di 48 ore il nucleo di papabili della prim’ora, costituito da Ennio Cascetta e da Andrea Cozzolino, si è dissolto. Perché? Perché è stato scelto Marone, che non è certamente la gioiosa macchina da guerra di Cozzolino né il volto di “tecnico prestato alla politica” di Cascetta? Proviamo a ricostruire.

Lunedì era Andrea Cozzolino, ora europarlamentare, l’asso nella manica di don Antonio. Il suo nome circolava di bocca in bocca e il giorno successivo i giornali lo indicavano come l’anti-De Luca. Macché. Il prode Cozzolino prima smentiva con forza ogni ipotesi di candidatura. Poi sul suo Twitter faceva sapere di essere «bloccato a Monaco e senza giornali italiani». Un modo per dire: sono fuori e ne resto fuori. Il nome di Cozzolino, seppur forte e capace di attrarre consensi, non avrebbe potuto scongiurare quella dilaniante guerra all’ultimo consenso nel Pd che Bassolino invece vuole evitare a tutti i costi.

Del resto, giova ricordarlo, il governatore inizialmente non era assolutamente convinto della necessità delle primarie: il no dell’Udc (che sosterrà il candidato del centrodestra, Stefano Caldoro) ha però cambiato le carte in tavola. Poche ore dopo il gran rifiuto di Cozzolino, a Santa Lucia qualcuno rosicava. Ennio Cascetta, indicato con così tanto anticipo come protagonista di questa tornata elettorale, ha dovuto imparare suo malgrado la lezione numero uno della politica: quella del candidato bruciato sull’altare delle larghe intese. Il buon assessore ha dunque preso carta e penna e ha scritto a Pierluigi Bersani. Dicendo sostanzialmente: Ok, faccio un passo indietro, ma quanta cattiveria c’è a questo mondo.

Dunque, con “Riccardino” in campo, tutto risolto? Manco per idea. Serve il terzo incomodo. E dove lo si piglia? L’Italia dei Valori si è subito tirata fuori dalle primarie: in Campania le due fazioni Idv non vogliono scoprirsi e contarsi ora; idem Rifondazione comunista, un partito dalle milleuno anime che non ha certo intenzione di iniziare il «confronto tra compagni di diverse vedute» su una scheda elettorale che non sia quella del Poligrafico dello Stato. Ci sono i Verdi, pochi come le dita sulla mano destra di Muzio Scevola.

E ieri voci accreditate riferiscono di un Dario Franceschini e della giovane parlamentare Pina Picierno impegnati in telefonate a chiunque potesse reggere la bandierina dei moderati democrat alle primarie campane. Finora, senza esito.

Fonte thefrontpage.it


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Un commento su “Politica: nel Pd Primarie e veleni”

  1. Giuseppe F.

    L’IDV, che non vuol contarsi alle primarie, che non accetta la candidatura de luca (forse l’unica carta valida per ilcsx) mi fa pensare che sia un partito che insegue vantaggi solo per se stesso.
    E la campania? e i cittadini? Vengono dopo.

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