“Ho scritto t’amo sulla sabbia e il vento poco a poco se l’è portato via con sé…” cantavano Franco I e Franco IV negli anni Sessanta. Quella scritta sulla battigia descriveva la caducità degli amori estivi… All’amore eterno, invece, evidentemente mirava l’anonimo graffitaro che ha voluto celebrare la sua passione con quel “Simo ti amo” scritto con la vernice rossa sulle mura millenarie di Paestum. Quale migliore testimonianza della solidità dei propri sentimenti, deve avere pensato l’ignoto autore o autrice della scritta (Simo è un diminutivo sia di Simona sia di Simone), delle vestigia di una civiltà così antica? Ed ecco che nella notte tra domenica e lunedì la cinta muraria edificata 24 secoli è stata colorata con uno spray rosso fuoco.Evidentemente quel cuore innamorato non immaginava che la vernice indelebile sarebbe entrata nei pori della pietra che sta in quel posto dal IV secolo avanti Cristo.
Di fatto il writer non sapeva che i blocchi delle fortificazioni pestane sono tutti di travertino, una roccia calcarea sedimentaria di colore giallastro con una consistenza spugnosa, e che per rimuovere la vernice rossa della scritta si renderà necessario un vero e proprio restauro, anche perché la cancellazione dovrà avvenire senza danneggiare le mura.
Intanto all’anonimo imbrattatore cui l’amore deve avere obnubilato il cervello vale la pena suggerire di trovare modi alternativi per manifestare sentimenti e passione… perché anche tatuarsi il nome della sua amata su un qualsiasi lembo di pelle è per sempre, ma in quel caso la lettura – e l’eventuale scempio – è ad uso e consumo personale…


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