La Russia si schiera in prima linea per bloccare “Apophis”, l’asteroide-killer che rischia di scontrarsi con la Terra nel 2036. Nonostante le probabilità che la collisione avvenga siano alquanto scarse (una su 250mila), la comunità spaziale internazionale è al lavoro per studiare piani anti-Armageddon. I russi sembrano quelli più impegnati sul fronte, forse perché memori della cometa che cadde a Tunguska, in Siberia, nel 1908, distruggendone un’ampia regione, fortunatamente disabitata.
Lo scorso dicembre era stato Anatoly Perminov, presidente dell’agenzia spaziale federale russa Roscosmos ad annunciare che la sua agenzia stava studiando il progetto per affrontare il corpo celeste. Ora Lev Zelioni, direttore dell’IKI, l’Istituto di fisica cosmica dell’accademia delle scienze, in un convegno a Mosca sull’esplorazione cosmica ha precisato che anche il suo Istituto, tradizionalmente impegnato sulle missioni interplanetarie, è coinvolto dal progetto avviato da Roscomos con cui lavora in stretta collaborazione.
In aggiunta è stata coinvolta pure la società che dovrebbe costruire la sonda. Si tratta della Lavochkin Association specializzata nella fabbricazione di veicoli spaziali scientifici. Finora siamo alla fase A, poiché si tratta solo di indagini, come la chiamano gli spaziali, per dire che si esamina la fattibilità dell’operazione. Successivamente si passa alla fase B, ovvero quella operativa.
Quando Apophis fu scoperto nel 2004, gli astronomi stimavano le probabilità di uno schianto pari a 1 su 37. Si ritiene che il 13 aprile 2029 Apophis, nome greco del dio dell’antico Egitto Apòfi, detto “il distruttore”, si troverà a una distanza così ravvicinata da raggiungere una magnitudine pari a 3,3, tanto da poter essere individuato a occhio nudo senza difficoltà. Questo incontro ravvicinato sarà visibile in una vasta zona che comprende Europa, Africa e Asia occidentale. Una certa probabilità di collisione rimane per il passaggio del 2036. (Apcom)
CLICCA QUI PER VEDERE L\’IMPATTO SIMULATO DELL\’ASTEROIDE CONTRO LA TERRA


Inserisci commento