Continuano le ricerche di Francesca Mansi (nella foto-positanonews.it), la giovane barista scomparsa ieri ad Atrani, in Costiera amalfitana, dopo che il torrente Dragone è esondato per le forti piogge. Le ruspe portano via il fango dalla piazzetta dove si trova il bar dove lavorava la ragazza e i cani della polizia sono in azione per trovare tracce. La giovane ha 25 anni ed è originaria del vicino comune di Minori.
Nessuna traccia della ragazza. Il bar è stato svuotato, ma all’interno nessuna traccia della giovane. I sommozzatori dei vigili del fuoco perlustrano la laguna che si è formata sulla spiaggia del paese e il tratto di mare di fronte. Alla fine degli anni Ottanta c’era stata un’altra esondazione del Dragone ad Atrani, con una vittima.
Ricerche anche in mare. Ricerche, a terra e in mare, per ritrovare Francesca Mansi. A terra le ricerche si stanno concentrando soprattutto negli edifici vicini al bar “Le risacche” dove la 25enne si trovava al momento dell’arrivo della colata di fango. Sul posto tre squadre del vigili del fuoco di Salerno più una sezione operativa di Napoli. In mare, invece, è in azione il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco e della guardia costiera con il supporto delle vedette della Guardia costiera e di un elicottero dei vigili del fuoco.
Il padre: colpa dell’incuria. «Francesca mi è stata portata via dalla natura, dalla sfortuna, ma soprattutto, dall’incuria del territorio». Sono le prime parole espresse da Raffaele Mansi, padre di Francesca. L’ispettore di igiene ad Amalfi, padre di 5 figli, di cui l’ultimo ha 13 anni, non ha mai lasciato il luogo della tragedia, mentre assiduamente continuano le ricerche della figlia nello specchio d’acqua antistante la spiaggia di Atrani ridotta ormai ad una palude. «Quanto accaduto ieri ad Atrani – dice ancora il padre di Francesca – è già accaduto altre volte qui come in altri comuni della costiera. Anche in quelle occasioni ci furono vittime. Sbagliare è umano – dice ancora il padre della ragazza – riferendosi agli appelli rimasti lettera morta sulla cura del territorio ma perseverare è diabolico».
«L’ho saputo da internet». «Ho saputo quanto era accaduto attraverso internet, guardando un video su Facebook e sono subito corso qui». È stato il web a comunicare a Raffaele Mansi, padre di Francesca, che nel piccolo comune della costiera amalfiatana si era verificata una tragedia. «Guardando le strade, il corso e lo stato in cui era l’intero centro ho capito subito che si trattava di un fatto grave», ha aggiunto Mansi che sei anni fa ha perso la moglie. Poi il pensiero va a Francesca: «è solare, aperta. È laureata in economia del turismo indirizzo manageriale.
Aveva terminato uno stage di sei mesi in Spagna e da inizio luglio e faceva la barista per guadagnare qualcosa», dice l’uomo trattenendo a stento le lacrime che poi annuncia: «Per lei mi darò da fare affinchè tutto il sistema si muova per fare qualcosa – sottolinea – qualcosa di concreto». «Su questo insisterò sicuramente anche in nome di altre vittime, altri giovani che hanno perso la vita in circostanze analoghe», evidenzia.


