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18 giugno 2019 - 05:20:05

Emergenza Pronto Soccorso in Campania, la Fp Cgil lancia gli “Stati Generali”: “Sistema sanitario al collasso, così viene meno diritto alla cittadinanza”


Emergenza Pronto Soccorso in Campania, la Fp Cgil lancia gli “Stati Generali”: “Sistema sanitario al collasso, così viene meno diritto alla cittadinanza”.

Sistema dell’emergenza-urgenza al collasso in Campania e totale assenza di confronto con la Regione Campania e la struttura commissariale per risolvere una «situazione in cui è impossibile assicurare il diritto alla salute e alla vita». Per questo la Fp Cgil Campania e Napoli ha lanciato oggi, nel corso di una conferenza stampa, gli “Stati Generali dell’Emergenza-Urgenza Sanitaria” «per discutere di un problema che è prioritario per assicurare il diritto alla cittadinanza ed evitare il collasso dei pronto soccorso che è ormai imminente» come denunciato dal segretario generale della Fp Cgil Campania, Alfredo Garzi.

«Sostanzialmente – ha affermato Garzi – i problemi di fondo della nostra regione non abbiamo più le professionalità necessarie per assicurare l’emergenza-urgenza all’interno degli ospedali ed i numeri per assicurare i turni di servizio. Abbiamo casi eclatanti in molte aziende e presidi ospedalieri di Napoli e della Campania ed è su questo che chiediamo che si intervenga al più presto. I fattori sono innumerevoli – ha proseguito il segretario generale della Fp Cgil Campania – a cominciare dall’assoluta mancanza dei servizi territoriali che non consentono un filtro adeguato per operatori e cittadini i quali non hanno altra alternativa che rivolgersi agli ospedali. Se non si ricostruisce un processo dove c’è un flusso tra pronto soccorso e reparti non si risolve il problema alimentando quella condizione di esasperazione tra pazienti ed operatori sanitari che farà aumentare le aggressioni e le denunce. Siamo di fronte ad una situazione insostenibile – ha proseguito Garzi – della quale la Regione deve farsi carico. Ci appelliamo ai consiglieri regionali affinchè facciano la propria parte dando indirizzi e stimoli, stabilendo le priorità e costruendo interventi utili ad uscire da questa situazione. Altrimenti – ha concluso Garzi – assisteremo la continua fuga di medici e pazienti dai nostri pronto soccorso».

Per questo gli Stati Generali dell’Emergenza-Urgenza sanitaria indetti dalla Fp Cgil Campania e Napoli «hanno l’ambizione di ricreare una comunione tra diritti dei cittadini e dei lavoratori che – ha ricordato Giosuè Di Mario della Fp Cgil Napoli – sono difficilmente esigibili in questa regione. L’emergenza è centrale per ricreare quel sistema di vasi comunicanti che consente di dare risposte appropriate ai cittadini. La narrazione della Regione si scontra con le contraddizioni che emergono quotidianamente creando uno sbarramento al confronto con le organizzazioni sindacali. L’ascolto è una condizione poco praticata e se si continua a decidere nelle segrete stanze c’è il rischio concreto che il sistema imploda e – ha concluso – se non facciamo anche noi la nostra parte ne saremo corresponsabili».

«Ormai siamo di fronte ad un’emorragia di medici dai pronto soccorso – ha constatato Giuseppe Visone della Fp Cgil Medici– e l’esempio più grande è quello del “Cardarelli”. Lavorare nell’emergenza è una vocazione o un obbligo. Chi è in questa condizione, decide di andare via appena possibile ed ormai l’assenza di medici di emergenza-urgenza è diventata realtà. A Parma, l’ultimo concorso per i medici dell’emergenza è andato deserto. Se vogliamo che ciò non accada anche in Campania bisogna agire nell’immediato rendendo la vita di chi lavora nei pronto soccorso accettabile e dando loro qualche forma di incentivazione. C’è bisogno, insomma, di ribaltare un concetto culturale vecchio di 30 anni secondo cui i pronto soccorso sono altro rispetto al contesto complessivo della struttura ospedaliera. Altrimenti – ha avvertito Visone – nelle prossime settimane molti ospedali non saranno in grado di garantire i turni di pronto soccorso».

Per il segretario generale della Cgil Campania, Nicola Ricci, «quando si arriva a questo vuol dire che c’è più di un campanello d’allarme che non è stato ascoltato. Crediamo fortemente in questa battaglia. Da tempo non c’è alcun confronto con le organizzazioni sindacali mentre il presidente De Luca pensa di risolvere il problema della sanità pubblica campana cambiando dirigenti e manager. Non c’è nulla di più sbagliato. Il problema non va affrontato come fosse una questione privata tra Governo e Regione per ottenere l’approvazione del piano ospedaliero e l’uscita dal commissariamento. Un piano – ha ricordato Ricci – privo di risorse e che prevede un taglio di 60/90 strutture complesse. Taglio che avrà ricadute importanti sugli utenti e gli operatori sanitari. Senza un confronto con le organizzazioni sindacali – ha concluso il segretario generale della Cgil Campania – non si risolverà nulla».


01/03/2019 - Categoria: evidenza
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