Ecosistema urbano: Salerno unica città del sud al di sopra della media italiana

Una città lepre, Salerno e gli altri capoluoghi campani solo tartarughe. Il capoluogo salernitano con la sua 34° posizione è la prima città campana e del sud, mentre Napoli con 89° posizione è la peggiore della Regione e tra le grandi metropoli. Migliora Benevento, peggiora Caserta, stabile Avellino. Questa la fotografia della Campania ambientale della XVI edizione di Ecosistema Urbano di Legambiente, rapporto annuale realizzato con la collaborazione scientifica di Ambiente Italia e il contributo editoriale de Il Sole 24 ore.

Quindi escludendo Salerno, in Campania si registra una battuta d’arresto nelle politiche ambientali urbane e una scarsa agilità nello sfruttare le opportunità, anche economiche, offerte da una più attenta e lungimirante gestione dei rifiuti, della mobilità, dell’energia.

Partiamo da Salerno, regina della Campania sul piano della qualità ambientale con un scatto avanti di ben 49 posizioni rispetto lo scorso anno.

Aria e rifiuti in miglioramento. La qualità dell’aria migliora con livelli del Biossido di azoto che raggiungono i valori di 23,8 ug/mc molto al di sotto dei limiti previsti dalla legge che prevede obiettivo di qualità di 40ug/mc.

Al di sotto del limite di legge di 40 ug/mc il Pm10 dove a Salerno presenta una media di 33,9 ug/mc. E’ balzo in avanti nella raccolta differenziata con Salerno, e una parallela diminuzione delle produzione di rifiuti procapite: si passa da 532kg per abitanti ai 510.

Aumenta estensione procapite di mq per estensione di area Ztl con circa 2mq per abitanti rispetto al metroquadro, dello scorso anno. Aumentano le aree verdi, ottima la capacità di depurazione con il 95% e diminuiscono i consumi idrici procapite.

Buona performance nelle politiche energetiche e sul fronte delle certificazioni del sistema di gestione ambientale. Dalla prima città campana all’ultima.

Napoli perde una posizione scendendo all’89° posto, peggiore tra le grandi metropoli italiane a dimostrazione che i problemi storici di cui soffre la città non sono ancora “efficacemente risolti”.

Si muove un pò la differenziata dei rifiuti, ma nel capoluogo partenopeo notiamo una desolazione quasi assoluta per quel che riguarda lo spazio a disposizione di pedoni, ciclisti e ztl, così come va poco oltre una collezioni di zeri negli indicatori riferibili alle energie rinnovabili.

Detiene la peggiore concentrazione media di biossido di azoto con 62 ug/mc molto al di spora dell’obiettivo del 40ug/mc e ultima anche per la qualità ambientale di autoveicoli di Euro 3 e Euro4 circolanti sul territorio comunale.

Una Campania NO FELIX sul piano della qualità ambientale, dove nella lotta quotidiana con l’inquinamento, i rifiuti le città reagiscono nel migliore dei casi parando i colpi, spesso con interventi di facciata e seguendo la logica della “politica del rattoppo”.

“In Campania c’è un’ulteriore emergenza -la questione urbana- che è ambientale, sanitaria morale, sociale ed economica – commenta Michele Buonomo presidente Legambiente Campania- con una risposta da parte delle amministrazioni spesso carente senza interventi strutturali e programmatici.

Da anni registriamo – conclude Buonomo- che le politiche ambientali sono sempre più solo parole elettorali che concrete pratiche quotidiane. Le vie amministrative nella nostra regione sono sempre lastricate di buone intenzioni, di tanti annunci e di molteplici impegni.

Di fatti , in realtà, ne circolano davvero pochi. Nonostante ormai è chiaro a tutti che innovazione tecnologica, applicazione di nuovi sistemi di mobilità sostenibile e misure analoghe oltre che migliorare la qualità della vita sono veri e propri volani per lo sviluppo economico e opportunità di occupazione non parassitaria. Caserta passa dalle 37° posizione dello scorso anno alla 83° di quest’anno.

Peggiora la qualità dell’aria con alti livelli di biossido di azoto. Ha una percentuale di raccolta differenziata tra le più basse in Campania con il 6% . Stabile il verde urbano fruibile per abitante (17mq/ab).

Sale di due posizione Avellino, ma sempre in fondo classifica con il suo 80posto. Bassa offerta di trasporto pubblico ed un indice di mobilità sostenibile tra i peggiori d’Italia. Bocciata anche per la qualità ambientale di autoveicoli di Euro 3 e Euro4 circolanti sul territorio comunale.

Fa ben sperare la produzione procapite di rifiuti tra le più basse d’Italia e con un aumento della raccolta differenziata pari al 20%. raccolta differenziata.

Migliora Benevento che dalla 100° psoto del 2008 sale al 71posto. Migliora la qualità dell’aria, paga ancora una scarsa capacità di depurazione pari al 22%, ultima in Italia. Bassa ancora l’offerta di trasporto pubblico, migliora la differenziata con il 17%


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