Passano i giorni e la Salernitana continua sempre più ad acquisire una precisa fisionomia. Merito di un Roberto Breda che non trascura nessun dettaglio, che lavora duramente affinché ogni giocatore in campo sappia sempre cosa fare con o senza palla, che chiede sempre ai suoi ragazzi di dare il massimo e che non si risparmia anche quando c’è da sottolineare qualcosa che non va.
Capita, così, che nella prima partita del Trofeo Padre Pio, le cosiddette seconde linee faticano più del previsto a battere i dilettanti del San Giovanni Rotondo, mentre i titolari tengono bene il campo contro il Bari, che solo domenica scorsa aveva messo sotto la Juventus.
A fine torneo, il tecnico trevigiano entra in tackle su tutti quei giocatori, da Merino a Vincenzo Pepe, da Carcuro a Pippa, che dovrebbero sfruttare ogni occasione possibile per metterlo in difficoltà, per creargli dei dubbi, per insidiare concretamente i giocatori che al momento vantano qualche metro di vantaggio. E che invece non riescono a metterci il giusto furore agonistico.
E lo stesso dicasi per i giovani: è vero che la regola degli Under li privilegia per certi versi, ma tutti, sia quelli che hanno già trovato spazio, che quelli rimasti ancora dietro le quinte, devono avere sempre fame di campo, solo così possono rendersi più appetibili dei colleghi più navigati.
La strada è tracciata, il 4-3-3 è per ora la direzione da seguire, ma non è un’indicazione dogmatica: la certezza è che Breda si aspetta tanto da questo gruppo che ancora non ha mostrato tutto il suo potenziale.
Se la truppa, compresi i senatori rimasti in granata e chiamati a mettere almeno per il momento da parte i rumors di mercato dopo la chiusura delle liste di trasferimento, riuscirà a mettere in pratica quello che le chiede il tecnico trevigiano, la Salernitana potrà realmente togliersi soddisfazioni di un certo tipo. Magari già a partire da domenica a Bolzano.


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