Il numero delle “tessere del tifoso” consegnate ad inizio della stagione calcistica 10/11 , risulta essere pari ad un valore totale di 378 mila, a fronte di una richiesta di 523 mila tessere.( fonte Il Sole 24 Ore). L’importo di 378 mila tessere risulta diviso come segue: 343 mila tessere per la serie A, 6.589 per la serie B, 28.308 per la Lega Pro.
Le 343 mila tessere della Serie A sono state assegnate come segue: Milan 220.000, Inter 50.000, Fiorentina 27.000, Roma 21.000, Palermo 19.000, Sampdoria 19.000, Genoa 18.000, Cesena 13.000, Napoli 12.000, Sampdoria 19.000, Genoa 18.000, Cesena 13.000, Napoli 12.000, Catania 11.000, Juventus 11.000, Bologna 9.500, Parma 9.000, Udinese 9.000, Lazio 7.500, Bari 7.000, Chievo 5.200, Lecce 3.000, Cagliari 2.900, Brescia 2.600.
Intanto i club di calcio dalla stagione 2013/14 dovranno attenersi ai criteri del “fair play finanziario” fissati dall’Uefa . In tale ottica il Presidente del Coni Gianni Petrucci, in precedenza aveva già sollecitato il contenimento dei costi per lo sport professionistico.( fonte Sporteconomy.it)
Nel corso della conferenza stampa “Italia Team”, dello scorso 24 maggio, il massimo dirigente dello sport italiano, nel sottolineare l’attuale allarme finanziario , ha “consigliato” all’azienda sport di rivisitare i propri budget societari, diminuendo i costi fissi di gestione.
Il richiamo al valore etico del contenimento dei costi deve essere recepito a breve da presidenti, manager e tifosi dell’azienda sport.
Condivisione con i tifosi dei budget aziendali del club , che dovranno essere determinati a quantificare il giusto “equilibrio economico-finanziario”, calcolando un corretto “break event point”(BEP) , tra i costi ed i ricavi aziendali.
Far “verificare” ai tifosi che il concetto di “equilibrio economico”, nel campo dell’azienda calcio viene sempre ribaltato , in quanto il valore di bilancio relativamente alla voce salari, stipendi di calciatori ed allenatori, risulta essere sempre pari all’80-85% del valore dei ricavi aziendali.
Per i tifosi il “brand” costituisce l’identificazione e la fidelizzazione della propria squadra del cuore, per tale motivo, gli stessi dovranno essere coinvolti nelle campagne di customer satisfaction, marketing e merchandising che il club intende attivare.
In termini di sfida al calcio auterity, bisogna rilevare che quarantaduemilioni di appassionati della “sfera di cuoio”, determinano un’interessante“bacino d’utenza” per i club di calcio. ( fonte Sole 24 Ore Sport)
Tifosi, attori principali dei club di riferimento anche grazie al modello dell’ azionariato popolare.
Con l’azionariato popolare,i tifosi concorrono direttamente alla gestione del club , attraverso la partecipazione alle assemblee societarie, godendo nel contempo, di tutti i diritti e doveri che la legge attribuisce al singolo socio.
Tessera del tifoso e fair play finanziario, per vincere la sfida al calcio austerity…???
Antonio Sanges – Dottore Commercialista


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