Una delegazione di Aura, il sociale del GFF, insieme alla presidente Alfonsina Novellino, accompagnati da un gruppo del Giffoni Film Festival, partirà, mercoledì 16 giugno, alla volta dell’Albania per aiutare i medici del luogo, grazie al programma “Aiutiamo le aquile a volare”.
“Il progetto di cooperazione internazionale – spiega la presidente Alfonsina Novellino – vede la fondamentale presenza, oltre che di una nostra delegazione, anche di un gruppo di medici salernitani, esponenti della sanità pubblica e privata, che saranno con noi in Albania, per una settimana.
Anche la Fondazione Trotula De Ruggiero ci affiancherà in questa idea, grazie alla sensibilità del presidente della Fondazione, il professore Antonio Borsellino che ci ha messo a disposizione un suo oncologo. Tutti insieme, aiuteremo, appunto, a far volare le aquile, che sono un antico simbolo albanese”.
Quattro i dottori che prenderanno parte all’iniziativa: Maurizio Pintore (anestesista rianimatore -Responsabile U.O. Dipartimentale – Medicina del Dolore ASL Salerno), Giuseppe Scimone (radiologo, Dirigente medico Servizio Radioterapia Azienda Ospedaliera Ruggi D’Aragona Salerno), Ernesto Pintore (chirurgo ortopedico-Primario Ortotraumatologia Casa di Cura Malzoni – Agropoli) e Giuseppe De Cataldis (oncologo – Fondazione Trotula De Ruggiero – Check Up Salerno) .
Ognuno di loro, nell’arco di questi sette giorni, terrà dei seminari per i medici albanesi su quelle che sono le loro specializzazioni, ma, soprattutto, entrerà anche nelle sale operatorie per coadiuvare i dottori del posto in delicati interventi che si presenteranno in quell’arco di tempo.
I dottori, abituati a vivere qui nella trincea dell’ospedale, vivranno la loro trincea negli ospedali albanesi portando il loro aiuto e la loro esperienza.
“Questa fase – conclude la Novellino – fa parte di un più ampio progetto avviato già lo scorso anno, quando, Giffoni Experience, l’associazione Aura e l’ASL Salerno 2 avevano promosso il progetto che aveva come destinatari un gruppo di medici albanesi e che riguardava un corso di formazione su “ospedale e territorio senza dolore”, oltre ad un tirocinio teorico-pratico sulle cure palliative.
Oggi, invece, saremo noi ad andare da loro, per una testimonianza fattiva e concreta e di quello che è il nostro operato”.


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