Nessun accenno al ‘decreto salvaliste’ del Pdl, nessuna replica agli attacchi del centrosinistra e di Di Pietro. Silvio Berlusconi si getta capofitto nella campagna elettorale per le regionali ed interviene telefonicamente a Napoli. La Campania non è più un feudo rosso, governiamo già 180 Comuni e tre Province, manca solo il colpo finale e cioé la vittoria di Stefano Caldoro”, dice.
Poi raccomanda ai dirigenti del Pdl: “ricordate ai campani come abbiamo operato a Napoli durante l’emergenza rifiuti con la Protezione civile, che è un Dipartimento della presidenza del Consiglio”.
Berlusconi potrebbe essere – secondo indiscrezioni – il 19 marzo a Napoli per concludere il viaggio della “nave azzurra”, un aliscafo che porterà Caldoro e i candidati del Pdl nei porti della Regione dal 15 al 19 marzo.
“Vi garantisco che ho una gran voglia di tornare a Napoli – dice il premier al telefono – ed annuncia che arriverà con il musicista Mariano Apicella per fare ascoltare la sua nuova canzone composta per San Valentino, “tengo ‘o core dint’ ‘o zucchero” (“Ho il cuore nello zucchero”).
Il presidente del Consiglio non fa differenza tra regionali e politiche e rilancia la “scelta di campo” tra “un governo che risolve le emergenze ed una sinistra che sa solo insultare e criticare” e “solo dire dei no”.
“Se questa sinistra tornasse al governo sarebbe Stato di polizia, dobbiamo spiegarlo a tutti gli elettori: rimetterebbe l’Ici sulla prima casa, aumenterebbe le tasse su Bot e Cct, introdurrebbe la patrimoniale, perché è così che pensano di ridurre il deficit pubblico, darebbe ai pm la possibilità di intercettare su tutte le materie, togliendo ogni spazio alla privacy, ed infine aprirebbe le frontiere a tutti gli immigrati, un’ invasione per sovvertire il dato elettorale e far diventare minoranza noi moderati”.
Concetti analoghi nel messaggio video diffuso alla manifestazione di Torino, presenti il ministro Bondi ed il capogruppo alla Camera Cicchitto: l’interevento registrato di Berlusconi è un appello “per difendere la democrazia e opporsi al disegno illiberale della sinistra, per scegliere la cultura dell’amore su quella della violenza”.
Nella durezza dei toni forse influiscono i sondaggi che danno in calo il gradimento del governo, ma il messaggio sembra arrivare a destinazione e Caldoro sferra dal palco l’attacco più violento finora rivolto a Vincenzo De Luca: “Di Pietro lo ha incoronato e poi gli ha imposto di dire quello che vuole Idv, ma dietro il candidato del centrosinistra ci sono Bassolino, la Iervolino, i manager delle Asl ed i cda delle aziende miste della Regione che usano anche i dipendenti per fare campagna elettorale”.


25 marzo 2010 alle 10:10
impiccarlo e poco buttatelo a mare con una papi